Delusione ed eliminazione. Termina qui l’avventura in Coppa Italia del Catania che al “Ceravolo” sfodera una buona prestazione ma subisce il gol decisivo al 91’ minuto da Monterisi.

Come al “Torre” di Pagani, i rossazzurri fanno la partita, sfiorano la rete in diverse occasioni ma alla fine escono sconfitti.

Al di là del risultato, il match di Catanzaro serviva anche per valutare soluzioni alternative rispetto a quanto visto fin ora. È stata l’occasione per chi non aveva ancora avuto la possibilità di dimostrare le proprie potenzialità. Opportunità sfruttata da Andrea Sala che all’esordio si è disimpegnato molto bene con interventi decisivi. Le note più positive arrivano sicuramente da Cataldi e Greco che si candidano per una maglia da titolare in vista della prossima sfida contro il Bari.

Tuttavia appaiono evidenti le carenze di organico. Il Catania fa maledettamente fatica a segnare, solo tre reti ( di cui una su rigore) in cinque partite tra Coppa Italia e campionato. Limiti che solo attraverso il lavoro quotidiano potranno (forse) essere colmati e magari anche attraverso qualche intervento di Maurizio Pellegrino che potrebbe pescare qualcosa dal mercato degli svincolati.

Tuttavia, ciò che deve far riflettere rimane la poca personalità di questa squadra. Sfortuna si, ma fino ad un certo punto. I trascinatori in campo appaiono paradossalmente ragazzi giovani come Greco e Cataldi. Diverso il discorso per Biondi che ha steccato alla prima da titolare, da rivedere il giovane attaccante Moro. Come a Pagani, gli etnei pagano a caro prezzo l’assenza di cattiveria sotto porta. Al termine della partita, il rammarico del tecnico Baldini appare evidente. Nonostante ciò ha correttamente elogiato la propria squadra dichiarando che “manca un centimetro” per concretizzare le qualità dei suoi ragazzi ed il lavoro svolto fino ad ora.

Delusione che dovrà immediatamente essere mutata in rabbia e cattiveria agonistica in vista dell’importante match del Massimino contro il Bari. Primo crocevia della stagione: giocare bene non basterebbe,  tornare a casa nuovamente con zero punti rappresenterebbe un campanello d’allarme soprattutto per la tenuta mentale di una squadra molto giovane.

Pazienza e sostegno, questo si chiede ai tifosi che anche al Ceravolo non hanno lasciato la squadra sola.

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