di Federico Lo Giudice

Quattro ore e venti minuti. Tanto è durata l’Assemblea dei Soci della SIGI. Una lunga seduta che avrebbe dovuto dare risposte chiare non solo alla tifoseria rossazzurra. Questo era l’augurio e l’auspicio di tutti. Purtroppo non è stato così.

RICAPITALIZZAZIONE

Era l’argomento principale. In linea di principio si è deliberato un aumento di capitale, però, lo si è vincolato a una condizione che difficilmente prenderà corpo. Quale? Che si ricapitalizzi in base alla percentuale in possesso a ciascuno socio: se dovessero, per esempio,  servire 100 mila euro, chi detiene l’1% delle azioni dovrà versare 1.000 euro. Se non si rispetterà questa condizione non si avrà la ricapitalizzazione. Ipotizzare chi si asterrà,  rendendo irrealizzabile questa condizione, non è difficilissimo. Dunque, se non si ricapitalizzerà cosa accadrà? A quanto pare per la prima volta nel corso di un’assemblea dei soci SIGI si è parlato dello spettro fallimento. Si è discusso dell’ipotesi di poter portare i libri contabili del Calcio Catania in Tribunale. Se ne è parlato non come azione o proposta, ma appunto come un pericolo sempre più concreto. Quello che è certo è che entro 48 si dovrà dare una risposta netta, chiara e definitiva al collegio sindacale del Calcio Catania, che successivamente trarrà le sue conclusioni.

TORRE DEL GRIFO

Un nulla di fatto anche per quanto riguarda il possibile affitto a terzi del Village. Qualche proposta è stata fatta, ma sono state ritenute velleitarie. Quello che è certo che ad oggi non solo non è stato sottoscritto nessuno contratto con chi ha preso in gestione la Foresteria di TdG, ma non è stato presentato nemmeno un contratto. In Assemblea ci sarebbero state delle indicazioni che non avrebbero chiarito come, quando e in che modo dover risolvere in modo conveniente per il Calcio Catania la vicenda esternalizzazione.

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

Superfluo dire che anche il terzo ordine del giorno è rimasto inevaso. Il CdA della SIGI non ha trovato nuovi “inquilini”, ma andrà avanti in prorogatio cioè con la stessa composizione di un mese e mezzo fa: Ferraù presidente, Palma e Nicolosi consiglieri. Un’Assemblea che tecnicamente non è stata un nulla di fatto (vista la delibera con condizione per la ricapitalizzazione), ma sostanzialmente lo è stata vista la sua inconcludenza e assenza di soluzioni concrete. Forse si sarebbe fatto prima se qualcuno avesse detto sin dall’inizio che non vi era l’intenzione di ricapitalizzare, soprattutto se si doveva farlo in proporzione alle proprie quote. Forse, ma intanto il tempo passa mentre tutti attendiamo risposte e soluzioni che ci auguriamo non siano velleitarie e fuori tempo.

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