di Federico Lo Giudice

Dentro o fuori. Questo 29 ottobre 2021 dovrà essere il giorno delle decisioni concrete e definitive da parte della SIGI. Non vi è più tempo per rinvii, indecisioni, promesse o attese di possibili investitori esterni o nostrani. Oggi i soci della società che detiene il 100% delle quote del Calcio Catania dovranno decidere se andare avanti o gettare la spugna.

INTERLOCUTORIA

Lo è dunque la giornata di oggi. L’incontro di questa mattina tra Nicolosi e Salice, i rappresentanti delle due anime contrastanti della SIGI, ha proprio questo obiettivo: rivoluzionare modus operandi e struttura della controllante del club rossazzurro. Un face to face nel quale verranno esposti, da parte di Salice, i punti essenziali per poter proseguire quanto meno sino al termine della stagione. Saranno poste delle condizioni imprescindibili. Tra queste la riduzione del numero dei soci della SIGI, il cambio dell’amministratore unico del Calcio Catania e il rilancio di Torre del Grifo che dovrà avvenire con idee e gestione interna e non esterna come sta avvenendo dallo scorso giugno. Se si dovesse trovare un accordo, cosa se si augurano tutti i sostenitori etnei, il tutto stavolta dovrà essere messo nero su bianco per evitare in futuro nuove e personali interpretazioni e letture della circostanze. Un colloquio, dunque, che ha come obiettivo di evitare future contrapposizioni e che la SIGI continui ad avere tante anime al suo interno. La logica dell’incontro, insomma, dovrebbe essere quella di prendere coscienza che il Capitale sino ad ora investito è bruciato e che adesso occorre mettere denaro, tanto, per terminare la stagione che se non arriverà dall’esterno dovrà essere messo dall’interno da due/tre soggetti. Sostanzialmente il concetto è: fuori tutti perché non si può continuare ad avere una SIGI con 24 votanti. Dunque massimo tre soggetti aggreganti che avranno potere decisionale.

SCENARIO

E se Nicolosi e Salice non dovessero trovare un’intesa, l’Assemblea di questo pomeriggio salterebbe? Ad oggi non è stato annunciato nessun rinvio. In ogni caso l’Assemblea si potrà svolgere anche solo per la parte competente alla presenza del Notaio, cioè la parte straordinaria che dovrà trattare l’abrogazione dell’articolo 8 dello Statuto della SIGI inerente la clausola limitativa del diritto di voto. Ma, logicamente per procedere, sarà necessaria la presenza di Nicolosi. É scontato che se Nicolosi non accoglierà le proposte dell’ala rappresentata da Salice, dovrà proporre una soluzione concreta e farlo in tempi brevissimi visto che il mese di novembre sarà ricco di incombenze economiche improrogabili, stipendi dei giocatori in primis, e delle decisione del Tribunale sulla richiesta di sequestro conservativo inerente il fallimento della Catania Servizi s.r.l.

SORRISI DAL CAMPO

Questo Catania è qualcosa di diverso e ha una forza in più: la maturità di gestione. La spia migliore di una squadra matura è la continuità di rendimento, appunto. I rossazzurri non perdono in campionato dal 30 settembre scorso (Catania-Turris 3-4) e con la vittoria di domenica contro il Monterosi Tuscia hanno messo di fila cinque risultati utili. Un ruolino che fa emergere come mister Baldini sembri essere sempre più vicino ad eliminare quel centimetro che mancava e a trovare quella amalgama necessaria per inserire il pilota automatico che consentirebbe ai suoi ragazzi di tirare dritto verso determinati obiettivi. É così che si realizzano i sogni sportivi, senza troppe turbolenze, senza vuoti d’aria, senza picchiate e risalite. Per questo Baldini ha fatto bene a bacchettare la proprietà chiedendo a tutti, Nicolosi in testa, di rimettere i remi in acqua e vogare nella stessa direzione di squadra e tifoseria. Il problema, anzi, il quesito è se la SIGI sarà capace di riprendere i remi e abbia forza e capacità di mettersi a remare in un mare sempre più agitato e insidioso. Tutti si augurano di si.

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