di Federico Lo Giudice

Nessuno ha russato nelle orecchie dell’Elefante neppure la scorsa notte. Perché ancora una volta ciò che doveva essere deciso e sancito, parliamo dell’affitto di Torre del Grifo, a quanto pare non si è concretizzato. Non ci si dovrebbe sorprendere più visto che il sistema verbale adottato dalla SIGI, fin dall’inizio, è stato il futuro semplice: faremo, diremo, progetteremo, pagheremo, venderemo e affitteremo. Un futuro che di semplice e concreto ha avuto davvero poco, se non nulla, in questi oltre 15 mesi di proprietà targata Sport Investment Group Italia S.p.A. Un modus operandi che in questo arco di tempo ha “regalato” a tutti l’illusione che il Catania fosse vivo. Un’illusione che col passare dei mesi, soprattutto gli ultimi, è diventata una farsa perpetuata nei confronti di una piazza che ha risposto, in base al momento storico e alle proprie possibilità, sempre presente. Solo per questo, l’attuale proprietà del club rossazzurro avrebbe dovuto avere maggiore trasparenza nel suo modo di agire invece di continuare a perseverare in annunci di rilancio che si sarebbero dovuti manifestare in un futuro prossimo che non è mai arrivato. 

ORA  CHIAREZZA

É evidente a tutti che il 18 ottobre scorso la situazione è definitivamente e pericolosamente precipitata. La mancata ricapitalizzazione, promessa da Nicolosi ai sostenitori etnei invitati a Torre del Grifo e poi smentita dallo stesso appena 3 giorni dopo alla trasmissione Corner, ha avuto come ultimo e più eclatante effetto la messa in mora della squadra nei confronti del Calcio Catania. Ennesima dimostrazione di un’incapacità gestionale e progettuale da parte dei vertici della SIGI e dell’Amministratore Unico del club rossazzurro. A capire che la società etnea sia ormai in un’insolvenza conclamata e in perdita ultrazzerante è stato il suo Collegio Sindacale che ha, come da sua responsabilità, refertato nei giorni scorsi sia alla Prefettura che alla Procura che di riflesso, a quanto pare, ha convocato anche i membri di quello della Sport Investment Group Italia S.p.A. Convocazioni e relazioni a parte, quello che ora conta più di tutto è che la SIGI dia risposte veritiere alla Città. Prima di tutto si deve chiarire lo stato attuale degli accordi raggiunti coi maggiori creditori. Poi se l’istanza di transazione fiscale per il debito erariale sia ancora valida e se le condizioni del mutuo di Torre del Grifo non sia variate. A seguire, che tipo di condizioni e provvedimenti si vogliono adottare per il mantenimento aziendale e come ci si comporterà nel caso in cui il Tribunale accogliesse la richiesta di sequestro conservativo legato al fallimento della Catania Servizi s.r.l. Oltre a dichiarare quanto realmente servirà per completare la stagione. E in ultimo, chi eventualmente metterà questi soldi e quando. Anche se a quest’ ultimo interrogativo una risposta è arrivata questa mattina attraverso una pec inviata a tutti i soci della SIGI ai quali si intimava di versare entro giorno 8 novembre per evitare così di portare i libri in Tribunale.  Domande in cerca di risposte. Le stesse, che probabilmente stanno attendendo i possibili acquirenti (ci sarebbero due manifestazione d’interesse già ricevute dalla proprietà ed una interlocuzione internazionale per una importante sponsorizzazione…ma questo non si era già detto?) di cui tanto si sta parlando nelle ultime settimane e che sicuramente, come la piazza etnea e la Fata Turchese, non si accontenteranno di riceverle con il tradizionale e ormai usurato e poco credibile sistema verbale del futuro semplice.

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