Federico Lo Giudice

Incertezza. A meno di ventiquattr’ore dall’udienza prefallimentare del Catania, chiesta dalla Procura a seguito della relazione del collegio sindacale del Catania, le domande senza risposta restano tante. La prima, è più logica, è che tipo di garanzie darà la SIGI, per conto della controllata Catania al Tribunale per evitare il fallimento del club rossazzurro. Ma anche se queste garanzie saranno sufficienti per convincere il dott. Fabio Letterio Ciraolo,  cioè il giudice relatore dell’istanza di fallimento nei confronti del Calcio Catania, a concedere un rinvio e quindi altro tempo all’attuale proprietà.

SCENARIO

É evidente, ormai a tutti, che il tempo delle promesse e/o degli impegni verbali è scaduto. Ora, occorrono fatti concreti per evitare che le falle apertesi nello scafo del Catania facciano affondare la nave. Per tappare questi squarci servirà la certezza di una ricapitalizzazione, se non da Sigi da un investitore esterno, l’esistenza di una scrittura con i requisiti di legge con questo gruppo o fondo inglese che ha contribuito a saldare alcune pendenze della società etnea ed un piano industriale che spieghi come e con che risorse economiche si possa ritrovare la continuità aziendale per uscire dallo stato di conclamata insolvenza in cui versa attualmente il Catania. La speranza è che i legali del club rossazzurro, che domani conferiranno con il Tribunale, siano in grado di fornire queste garanzie o quanto meno una parte consistente di esse. Oltre a queste, supponiamo,  gli avvocati dovranno spiegare il perché le trattative con Tacopina e il gruppo maltese siano sfumate in dirittura d’arrivo, la colletta dei tifosi, le causali esatte degli importi rimborsati e la loro destinazione.

RISERVATEZZA

L’unica certezza, almeno in questo momento, è che non basterà dichiarare che vi siano due trattative avviate per la cessione del 100% delle quote della SIGI (controllante) o del Calcio Catania (controllata). Ripetiamo, per essere creduti e credibili servirà mostrare di aver già sottoscritto un accordo con questi investitori inglesi e un’evidenza fondi che certifichi la loro solidità finanziaria. Fatti e non chiacchiere, dunque. Proprio per questo, forse, sarebbe stato opportuno presentarsi all’udienza prefallimentare con il legale di questa società/fondo inglese per testimoniare la concretezza degli accordi, ma soprattutto per consentire ai possibili investitori di spiegare al Tribunale in che modo vorranno ripianare i debiti della società rossazzurra con Agenzia delle Entrate, Comune di Mascalucia, Credito Sportivo e creditori privati oltre naturalmente le obbligazioni sportive. Farlo, e ci auguriamo che possa accadere, rappresenterebbe una di quelle garanzie richieste dalla Procura. Tutto è perduto ? Non lo crediamo e non vogliamo crederlo, esattamente come tutti i sostenitori etnei. A darci ancora un minimo di speranza è il cambio di comportamento dei vertici della SIGI. Rispetto alle precedenti trattative, infatti, stavolta non è trapelato nulla: cifre, nomi dei protagonisti e punti del possibile accordo. Come si è preferito condividere le “notizie sensibili” della trattativa con gli inglesi con un numero minimo di soci. Una fiducia che tutti si augurano possa accordare domani anche il Tribunale, trasformando la calma apparente di queste ore in certezze e aspettative di un futuro assai diverso da oggi.

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