Allarme Catania: ingenuità e confusione consegnano i rossazzurri al Monopoli
I rossazzurri non reagiscono: due ko in due giornate, errori individuali, infortuni e poca personalità costringono Longo a scelte urgenti
di Federico Lo Giudice
Il Catania non reagisce. O, almeno, lo fa soltanto per un breve tratto, prima di smarrirsi nuovamente nei propri errori e consegnarsi al Monopoli. La seconda giornata di campionato “regala” ai rossazzurri un'altra sconfitta, la seconda consecutiva dopo quella maturata all'esordio contro l'Inter U23. Un avvio di stagione complicato, soprattutto per il modo in cui sono arrivati i due ko e per le risposte che la squadra non è riuscita a dare alle richieste del proprio allenatore. Mister Longo aveva chiesto una reazione. Dopo la battuta d'arresto contro i giovani nerazzurri , il tecnico aveva insistito sulla necessità di vedere una squadra capace di comprendere gli errori commessi e di trasformare quella lezione in una prestazione diversa. Più attenzione, maggiore personalità, meno leggerezze. Contro il Monopoli, però, il Catania è riuscito a mettere in campo tutto questo soltanto nei primi quindici minuti. Poi la luce si è spenta e i rossazzurri sono tornati a mostrare quelle fragilità che avevano già condizionato la prima uscita.
DISATTENZIONI L'approccio iniziale, in effetti, lasciava pensare a una serata diversa. Il Catania parte con intensità, provando a prendere campo e a mettere pressione alla formazione pugliese. Una partenza incoraggiante, ma durata troppo poco. Il Monopoli ha progressivamente preso le misure e, soprattutto, ha trovato il modo di sfruttare una delle tante disattenzioni della formazione etnea. Il vantaggio nasce proprio da un errore etneo in fase di costruzione: Cicerelli perde un pallone sanguinoso che consente a Fall di recuperare la sfera, entrare in area e vedere Garritano in posizione favorevole. Il servizio è perfetto e per il centrocampista pugliese, a porta completamente vuota, diventa un gioco da ragazzi spingere il pallone in rete. Una rete che fotografa perfettamente una delle principali difficoltà degli etnei: la squadra non sembra ancora in grado di gestire con la necessaria attenzione le situazioni più semplici, soprattutto quando prova a costruire dal basso. Subire un gol del genere avrebbe dovuto provocare una reazione immediata. Invece il Catania accusa il colpo senza riuscire a creare dei pericoli sino al termine della prima frazione di gioco.
NESSUN SEGNALE La ripresa avrebbe dovuto rappresentare il momento della svolta. Non è così. Il Catania continua a commettere troppi errori, tanto sul piano tecnico quanto nella gestione delle situazioni di gioco. E proprio da uno di questi, al 55', arriva il raddoppio del Monopoli. A firmarlo è Greco, ex della sfida, bravo a sfruttare l'ennesima incertezza della formazione rossazzurra e a punire una squadra che, invece di accorciare le distanze, si ritrova ancora più lontana dalla possibilità di cambiare il destino della gara. Il 2-0 rende ancora più evidente la difficoltà dei rossazzurri nel reagire agli episodi negativi e nel mantenere lucidità quando la partita richiede uno sforzo supplementare. Il match, logicamente, diventa ancora più complicato per la squadra di Longo e in discesa per quella di Colombo che sino alla fine non ha difficoltà a controllare campo e tempi di gioco.
PERPLESSITÀ Una sconfitta che inevitabilmente farà aumentare i dubbi. Non soltanto sul risultato, ma anche sulle prestazioni di alcuni singoli. Tra i giocatori finiti sotto osservazione c'è Jiménez, apparso ancora una volta lontano dal rendimento che ci si aspetterebbe da un elemento chiamato a dare qualità e personalità alla manovra. In una squadra che fatica a trovare certezze, il contributo dei giocatori più talentuosi diventa fondamentale e il Catania ha bisogno che i suoi uomini di maggiore qualità riescano a fare la differenza. Il secondo ko consecutivo non può essere archiviato come un semplice incidente di percorso. Siamo soltanto all'inizio del campionato e ci sarà tutto il tempo per correggere la rotta, ma quanto visto nelle prime due giornate impone una riflessione. Due sconfitte consecutive, accompagnate da prestazioni che hanno evidenziato problemi già presenti nella gara d'esordio, rappresentano un segnale che non può essere ignorato. Adesso toccherà a Longo e alla dirigenza fare un'analisi profonda. Il tecnico dovrà capire come intervenire per restituire alla squadra equilibrio, fiducia e soprattutto continuità. La società, invece, dovrà valutare se l'organico a disposizione sia realmente completo in ogni reparto o se esistano ancora margini per intervenire sul mercato. Il tempo per correggere gli errori non manca, ma sarebbe sbagliato far finta che non esistano. Il Catania è chiamato a cambiare passo, perché due partite e due sconfitte rappresentano già un campanello d’allarme. Ciò che allarma è l’incapacità degli etnei di esprimere il calcio voluto dal suo allenatore e l’inconsistenza di quasi tutta la squadra.
(pubblicato su La Sicilia il 30 agosto 2026)