Figli del vulcano
di Mattia Litrico
Un’Odissea rossazzurra. Se Christopher Nolan avesse deciso di reinterpretare in chiave catanese il ritorno a casa di Ulisse, probabilmente avrebbe preso come modello le storie di Simone Leonardi e Flavio Russo.
Due percorsi profondamente diversi, eppure accomunati dal medesimo destino: due ragazzi spinti giovanissimi nel mare aperto del calcio giovanile italiano e oggi tornati a casa.
“Sono due ragazzi che mi hanno permesso di vedere la doppia sfaccettatura di Catania: uno è molto più vicino al popolo, l’altro è più riservato, ma entrambi possono far vedere agli altri cosa significa appartenere a un territorio che ha un forte bisogno di rivalsa”, aveva detto mister Longo alla vigilia dell’esordio stagionale contro l’Inter U23, descrivendone il viscerale legame con la piazza e la maglia.
Ma al di là dei risvolti caratteriali, sono soprattutto le tappe delle loro carriere a spiegarne il valore e la maturità mostrata oggi sul campo.
Simone Leonardi, classe 2005, i cancelli di Torre del Grifo non li ha mai varcati da bambino. Quando aveva soltanto quattordici anni ha dovuto lasciare casa e affetti per inseguire il sogno di ogni ragazzino: diventare un calciatore.
È andato a Genova per proseguire e completare con la Sampdoria il proprio percorso formativo, arrivando ad affacciarsi in prima squadra e trovando il primo gol tra i professionisti il 30 novembre 2024.
Un’esperienza fondamentale che ne ha forgiato il carattere e, tra sacrifici, fame e strappi atletici, ne ha alimentato la sfacciataggine in campo. Ha la rabbia sana di chi è dovuto andare lontano per farsi notare ed è tornato con l’impeto di chi vuole prendersi la scena.
Acquistato a titolo definitivo dal Catania la scorsa estate, è stato subito girato in prestito alla Ternana per trovare spazio e continuità nel girone B di Serie C. Una stagione intera vissuta in Umbria, crescendo, prima di fare rientro alla base quest’estate per l’inizio del nuovo campionato e conquistarsi subito una maglia da titolare all’esordio.
Il cammino di Flavio Russo, classe 2004, nasconde invece un sapore diverso, quello del riscatto e del conto lasciato in sospeso con il destino. Le sue qualità avevano attirato l’attenzione sin da subito. Da piccolissimo partecipa con il Team Italia a un torneo a Barcellona, andando anche a segno nella finale vinta dalla sua squadra. Ma anche per lui la strada verso la maturazione ha imposto di salutare casa. Dopo aver mosso i primi passi nello Jonia Riposto, si trasferisce a Foggia.
La maglia del Catania l’aveva poi accarezzata e vestita per la prima volta nel 2019, quando il club lo ha riportato a casa inserendolo nell’Under 17. Un’occasione ripagata a suon di gol, con 15 reti nella stagione, che gli ha permesso di compiere prima il salto in Primavera e poi l’esordio con la prima squadra nel travagliato finale di vita del vecchio Calcio Catania, fallito nel 2022.
Strappata quella maglia per forza maggiore, si è ricostruito una carriera a Sassuolo: due stagioni da protagonista assoluto con la Primavera neroverde, culminate con il titolo di capocannoniere e lo scudetto di categoria, oltre al debutto in prima squadra.
Dopo il complicato giro di prestiti tra Cesena, Entella e Pescara, il suo è il ritorno — seppur a titolo temporaneo dal club emiliano — di chi sa cosa significa vedersi togliere un sogno e decide di andarselo a riprendere con i denti.
E poi, inevitabile, il gol. Domenica contro l’Inter U23 la sua rete non è bastata a evitare una sconfitta amara, rendendo il debutto casalingo diverso da come i due lo avevano sognato, ma l’impatto emotivo di sentire l’intero “Massimino” urlare il suo cognome a squarciagola ha ripagato in un attimo anni di sacrifici.
I novanta minuti contro i nerazzurri hanno offerto la prima fotografia delle loro caratteristiche. Leonardi è partito titolare, lottando con generosità come già fatto nelle trasferte di Coppa Italia a Vicenza e Parma, pur soffrendo l’isolamento dal resto della manovra. Subentrato a gara in corso, Russo si è mostrato subito più incisivo, alzando il baricentro e trovando la via della rete.
Con Caturano ancora squalificato e Coda non ancora a regime, anche sabato contro il Monopoli le chiavi dell’attacco potrebbero restare a loro. Un’alternanza oggi dettata da esigenze di gestione, ma le diverse caratteristiche di Leonardi e Russo mostrano una naturale compatibilità che, con l’evoluzione del campionato, potrebbe presto vederli comporre un tandem offensivo tutto catanese.