Ogni stagione del Catania è UNICA
Editoriale

La normalità che mancava

di Giorgio Cantone

La notizia, questa volta, è che non c'è stata alcuna sorpresa. Il Catania è andato ad Altamura, ha fatto valere la propria superiorità e ha conquistato tre punti senza particolari affanni. Tutto secondo copione, verrebbe da dire. E forse è proprio questo l'aspetto più interessante della domenica rossazzurra. Dopo le vittorie nei minuti di recupero contro Casertana e Crotone, con finali degni delle migliori sceneggiature cinematografiche, la squadra di Longo ha scelto una trama meno avvincente, ma decisamente più rassicurante. Nessun colpo di scena prima dei titoli di coda, soltanto una vittoria netta contro un avversario inferiore per qualità individuali e profondità dell'organico. Sottolinearlo non significa sminuire il 3-0 del «D'Angelo», semmai il contrario. In Serie C, tra ciò che dovrebbe accadere e ciò che realmente accade esiste spesso una distanza considerevole. Il Catania ha avuto il merito di annullarla, dimostrando di aver compreso che certe partite non devono trasformarsi necessariamente in battaglie e che la superiorità tecnica deve trovare riscontro anche sul campo. È una forma di maturità meno appariscente di una vittoria all'ultimo respiro, ma certamente più preziosa nell'arco di un campionato.

Longo non ha nascosto il proprio disappunto per la gestione dello 0-2. Un rilievo comprensibile, perché abbassare l'attenzione con una partita in mano resta un difetto da correggere. Ma tra una gestione non impeccabile e un risultato realmente in discussione passa una differenza sostanziale. Ad Altamura il Catania ha concesso qualcosa, senza però dare mai la sensazione di poter perdere il controllo della gara. Un segnale incoraggiante per una squadra che, nelle settimane precedenti, aveva dovuto faticare parecchio per conquistare i tre punti.

Coda e Insigne hanno lasciato il segno, confermando quanto possa essere determinante disporre di calciatori di questa caratura. Eppure, osservando il Catania di queste prime giornate, viene da pensare che i veri intoccabili di Longo siano altri due: Vallocchia e Masciangelo. Del primo si comprende sempre meglio perché la società lo abbia seguito per anni. Un centrocampista capace di abbinare intensità, intelligenza nelle letture e qualità nella costruzione del gioco. Difficilmente si prende la scena, ma finisce quasi sempre per essere protagonista delle cose migliori. Masciangelo, quella scena riesce anche a conquistarla, come dimostrano i due assist confezionati per Insigne e Cabianca. Sarebbe però riduttivo fermarsi ai numeri. La continuità con cui percorre la fascia, la lucidità nelle scelte e la capacità di dare ampiezza alla manovra lo hanno reso un riferimento ormai imprescindibile. Del resto, la sua importanza era emersa anche quando, contro il Barletta, era stato costretto a fermarsi per squalifica. In quell'occasione la sua assenza si era fatta sentire, confermando quanto sia diventato determinante negli equilibri della squadra.

Se Altamura ha restituito l'immagine di una squadra sempre più consapevole dei propri mezzi, la trasferta di Potenza offrirà indicazioni ancora più significative. Al Viviani il Catania troverà probabilmente la formazione più in forma del campionato, quella che finora ha espresso il calcio migliore del girone. Il Potenza ha entusiasmo, organizzazione e una naturale propensione offensiva. Non aspetta che siano gli avversari a decidere il ritmo della partita, prova a imporlo.

A Potenza non servirà un Catania timoroso, preoccupato esclusivamente di contenere le iniziative avversarie. Lasciare campo e pallone a una squadra così votata all'attacco significherebbe esporsi a una pressione che, alla lunga, potrebbe diventare insostenibile. Questo non vuol dire andare all'assalto senza criterio, ma trovare il giusto equilibrio senza rinunciare a proporre gioco. Perché la prudenza, quando è accompagnata dall'intelligenza, rappresenta una virtù. Quando invece diventa rinuncia, rischia di essere soltanto un altro nome della paura.

Ne I promessi sposi, don Abbondio si giustificava sostenendo che «Il coraggio, uno, se non ce l'ha, mica se lo può dare» . Una filosofia comprensibile per il pavido curato manzoniano, decisamente meno per una squadra costruita con l'ambizione di arrivare fino in fondo. Il Catania non può presentarsi al Viviani rinunciando alla propria identità, né lasciare che sia il Potenza a scrivere da solo la storia della partita. Dovrà avere la personalità di attaccare, cercare gli spazi e far pesare la qualità dei propri uomini. Ad Altamura i rossazzurri hanno dimostrato di saper vincere senza complicarsi la vita. A Potenza dovranno fare un passo ulteriore, misurandosi con un avversario capace di guardarli negli occhi senza sentirsi inferiore. Perché vincere le partite alla propria portata è un dovere per chi coltiva certe ambizioni. Ma è contro le squadre più forti che si capisce quanto quelle ambizioni siano davvero fondate.

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Prossima partita Campionato · Giornata 10
Potenza
VS
Catania
domenica 18 ottobre 18:00
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Classifica

Girone C
Classifica Serie C girone C, tutte le squadre
Posizione Squadra G Pt
1 Potenza 9 22
2 Bari 9 19
3 Sorrento 9 18
4 Catania 9 16
5 Casertana 9 15
6 Audace Cerignola 9 14
7 Scafatese 8 13
8 Salernitana 9 13
9 AZ Picerno 9 12
10 Cavese 9 12
11 Monopoli 9 12
12 Foggia 9 11
13 Casarano 9 11
14 Inter U23 7 10
15 Savoia 9 10
16 Barletta 9 8
17 Altamura 9 8
18 Giugliano 8 7
19 Cosenza 9 5
20 Crotone 9 0
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