Longo: “voglio una squadra avvelenata. Insigne è un nostro gioiello
Le parole di mister Longo post Catania-Crotone
di Redazione
«A metà del primo tempo ho cambiato la struttura e sono tornato a quattro, perché prima ci palleggiavano davanti. Mi è piaciuto quello che abbiamo fatto nel secondo tempo.
Insigne? È un professionista che si è messo a disposizione e ha sempre fatto gruppo. Roberto, se continua così, la titolarità non gliela toglierà nessuno. È un nostro gioiello che devo incastonare.
Quattro cambi? Avessi potuto, ne avrei fatti di più. La squadra deve rendersi conto che non possiamo fare la prestazione del primo tempo. Se la prossima volta scende in campo così, faccio i cambi dopo 15 minuti.
Otto tiri nel secondo tempo per fare due gol li posso fare a Picerno. Qui bisogna capire che ci sono partite in cui si tira una volta e bisogna fare gol, perché siamo contrattualizzati a Catania.
Lunetta mi dà la possibilità di pressare in modo diverso rispetto a Coda. lo voglio una squadra avvelenata.
Adesso credo che bisogna finirla con il fatto che sentiamo la pressione in casa. I tifosi sono fantastici e ci stanno dando una mano enorme. Il secondo tempo mi è piaciuto per l'interpretazione coraggiosa.
Alla squadra ho fatto i complimenti perché si è sacrificata. lo voglio alzare l'asticella: attenzione, tutti sono disponibili, ma si deve fare di più.
Appena torneremo a Torre del Grifo avremo modo di crescere nella visione degli spazi, che nell'ultimo periodo abbiamo un po' lasciato.
L'attaccante dipende dal modo in cui vogliamo giocare senza palla.
Ho cambiato molto il modo di comunicare con la squadra. Nelle ultime settimane ho parlato molto di fame. lo devo essere sia un cattivo genitore sia un bravo genitore: devo fargli sentire anche un po' di fame e di sete.
Caligara significa qualità. Può giocare come interno, ma anche sottopunta. Può giocare nei ruoli cardine del sistema di gioco. Anche lui deve alzare il livello quantitativo.
Al termine del primo tempo abbiamo avuto una riunione di meno di un minuto e abbiamo deciso i quattro cambi.
Non c'è stata nessuna sgridata: ho abbracciato i quattro che sono usciti».