Sturaro:"Non contava il contratto ma gli stimoli"
di Redazione
Stefano Sturaro, attuale allenatore della Primavera del Catania FC, ha ripercorso il suo arrivo in rossazzurro e il passaggio dal campo alla panchina intervenendo al “Podcast dei Campioni”.
«Tutte le proposte che avevo ricevuto erano di sei mesi o un anno, mentre io cercavo un ambiente stabile. Avevo individuato Catania come il posto giusto. Nella mia testa pensavo di trascorrere qui tre o quattro anni, in una buona società e in una piazza importante. Magari conquistare la Serie B con il Catania, continuare qui e poi concludere serenamente la carriera».
Sturaro ha poi raccontato le motivazioni che lo avevano spinto ad accettare la proposta rossazzurra: «Sono venuto a Catania per cifre da Serie C. In quell’anno erano stati fatti contratti molto importanti, ma non nel mio caso. Io cercavo stimoli, non un contratto».
Nel suo percorso da calciatore non era mancata qualche difficoltà nel rapporto con Domenico Toscano: «Da giocatore non ci siamo capiti fino in fondo. Quando poi ho smesso e sono diventato allenatore, invece, mi sono trovato d’accordissimo con lui. Semplicemente, da calciatore non eravamo riusciti a comprenderci pienamente».
Da lì è maturata la scelta di anticipare il passaggio alla nuova carriera: «Gli stimoli da calciatore erano diminuiti. Ne ho parlato con la società, che credeva nella mia persona, e abbiamo deciso di proseguire insieme in un’altra veste. L’ultimo anno di contratto che mi rimaneva l’ho spalmato su tre anni. Ho preferito smettere prima di giocare per iniziare prima ad allenare».
Una scelta che Sturaro vive con grande entusiasmo: «Ho trovato ragazzi ottimi, con fame. Ho la stessa voglia che avevo quando giocavo. Non mi sento legato a un contratto, ma agli stimoli».