Vallocchia, era destino
di Giorgio Cantone
Ci sono nomi che durante il calciomercato sembrano destinati a rimanere soltanto tali. Tornano a ogni sessione, riempiono per qualche settimana giornali e feed, sembrano avvicinarsi sempre un po’ di più e poi spariscono. Vallocchia, per il Catania, sembrava essere diventato uno di quei nomi. La classica storia di mercato che torna puntualmente e poi non porta a nulla. Stavolta, invece, è andata diversamente. Il rapporto a distanza tra Vallocchia e il Catania nasce nell’estate del 2025. Il centrocampista, allora alla Ternana, entra nel radar rossazzurro e il suo nome comincia a circolare con insistenza. Non si tratta di una semplice indiscrezione di pochi giorni. La pista resta viva a lungo, con il Catania interessato a un giocatore che pochi mesi prima era arrivato a Terni dalla Triestina. Dall’Umbria, però, non si creano le condizioni per arrivare al trasferimento e Vallocchia rimane alla Ternana. Sembrava finita lì, come uno dei tanti affari pensati e mai realizzati.
Pochi mesi dopo, però, il suo nome torna d’attualità. Nel mercato invernale del 2026 il Catania prova nuovamente a portarlo alle pendici dell’Etna e questa volta la possibilità diventa molto più concreta. Vallocchia arriva davvero vicino a vestire il rossazzurro, ma anche in quel caso il matrimonio viene rinviato. Due sessioni di mercato, due tentativi e lo stesso finale.
A quel punto sembrava quasi destinato a entrare nella lunga lista di quei calciatori accostati così tante volte al Catania da diventare familiari ai tifosi pur senza aver mai giocato un minuto in rossazzurro. Sempre vicino, mai abbastanza. Fino alla terza occasione. Nell’estate del 2026 il suo nome torna ancora. Stavolta, però, non è più soltanto una voce di mercato. Nelle ultime ore della sessione l’affare prende definitivamente forma e il Catania ne annuncia l’ingaggio.
Appena tre giorni dopo l’ufficialità è già in campo. Contro il Cosenza entra nel finale al posto di Torrasi e partecipa agli ultimi minuti del 4-0 del Massimino. Alla partita successiva, contro la Scafatese, Emilio Longo lo schiera subito dal primo minuto. Da quel momento non esce più dall’undici iniziale. Parte titolare anche a Picerno, contro il Barletta e infine a Caserta. Quattro partenze consecutive per un giocatore che aveva raccontato di non essere ancora al massimo della condizione, avendo potuto allenarsi soltanto con una squadra vicino casa. E forse è proprio questo uno degli aspetti più significativi del suo impatto. Vallocchia è arrivato a stagione già iniziata, senza aver svolto la preparazione insieme ai nuovi compagni e con la necessità di assimilare rapidamente principi e meccanismi differenti. Eppure Longo gli ha consegnato quasi immediatamente una maglia da titolare, ricevendo risposte sufficienti per confermarlo partita dopo partita.
Vallocchia non è il centrocampista che cerca necessariamente la giocata appariscente. Il suo peso si vede soprattutto negli equilibri che riesce a garantire alla squadra. Ha corsa, intensità, aggressività e capacità di coprire campo, ma soprattutto interpreta la partita in movimento. Accompagna l’azione, accorcia in avanti, occupa gli spazi e riesce poi a rientrare rapidamente nella struttura della squadra.
Sono caratteristiche che gli hanno permesso di trovare quasi subito un’intesa con Alessandro Quaini. La coppia vista nelle ultime partite mette insieme due centrocampisti differenti ma compatibili. Quaini garantisce soprattutto posizione ed equilibrio, mentre Vallocchia porta ritmo, dinamismo e capacità di rompere la linea con le sue corse. Una complementarità che offre a Longo anche la possibilità di modificare atteggiamento senza necessariamente cambiare uomini, soprattutto nelle partite in cui il centrocampo è chiamato ad alternare costruzione e aggressione. A Caserta Longo lo ha lasciato in campo per tutta la partita, in una gara che ha richiesto qualità diverse. Nel primo tempo servivano pressione e aggressività, nella ripresa capacità di battagliare sulle seconde palle e di soffrire. Vallocchia ha saputo adattarsi a entrambi i momenti della gara, confermando una delle ragioni del suo inserimento così rapido. È un giocatore utile in più contesti. Proprio dopo il 2-1 del “Pinto” è stato lui a presentarsi in sala stampa, sottolineando come il Catania abbia ancora margini di miglioramento nonostante la vittoria. In questa storia c’è anche un piccolo paradosso. Il Catania ha dovuto aspettare tre sessioni di mercato per averlo, mentre a Longo sono bastati pochi giorni per capire quanto potesse diventare importante. Dopo essere stato a lungo soltanto un nome sul taccuino del mercato, Vallocchia si è preso il campo quasi senza passare dalla fase di ambientamento. Stavolta non ci sono trattative da seguire o indiscrezioni da aspettare: il matrimonio rimandato due volte è finalmente cominciato.