Di Gennaro è tornato
di Mattia Litrico
“Permettetemi di ripresentarmi, il mio nome è Matteo Di Gennaro”. È bastata una partita per rimettere le cose al loro posto. Otto mesi dopo. Un’eternità per chi è abituato a non fermarsi mai. Matteo Di Gennaro si è ripreso il Catania, certificando cosa significhi la sua presenza al centro della difesa. Un rientro accelerato, favorito dalle emergenze della settimana e dell'indisponibilità di Torrasi. Poco importa. Al centrale rossazzurro sono bastati appena sessanta minuti per riconquistare la scena.
Con lui in campo si è rivisto, finalmente, un altro Catania in difesa: un reparto ordinato, solido, capace di togliere riferimenti al Picerno e di accompagnare una partita che, nel giro di pochi minuti, i rossazzurri avevano già indirizzato sui binari giusti.
Al momento della sua sostituzione il tabellone diceva 0-4. Poi qualcosa è cambiato. Il numero quindici rossazzurro lascia il terreno di gioco e il Picerno comincia progressivamente a prendere campo e fiducia. Pugliese accorcia le distanze al 75’, poi l’espulsione di Masciangelo complica ulteriormente il finale e Abreu, su rigore, firma il 2-4 all’88’. Sarebbe semplicistico ricondurre tutto all’uscita di Di Gennaro. Ma il contrasto tra la prima ora di gioco e l’ultima mezz’ora è stato abbastanza evidente da riportare alla mente una domanda che accompagna il Catania ormai da mesi: quanto pesa davvero Matteo Di Gennaro sugli equilibri difensivi di questa squadra?
Un indizio, forse. Ma non il primo. Prima della trasferta di Picerno, il Catania aveva disputato sette gare tra campionato, Coppa Italia e Coppa Italia Serie C. Il bilancio raccontava cinque sconfitte e dodici gol subiti. Una fragilità evidente, con un’unica eccezione, il netto successo contro il Cosenza.
Poi è tornato lui. E inevitabilmente la memoria corre indietro all’11 gennaio 2026. Una data spartiacque della scorsa stagione.
Fino a quel pomeriggio il Catania aveva costruito una marcia d’alta quota: 42 punti dopo venti giornate, secondo posto
a due lunghezze dal Benevento capolista, appena due sconfitte e otto reti incassate, nessuna al Massimino. Una squadra costruita sulla solidità. E al centro di quella difesa c’era Matteo Di Gennaro. Poi arriva la Cavese. Una di quelle partite stregate, spigolose, che non vogliono saperne di sbloccarsi. Sul finire del primo tempo, un contrasto costringe Di Gennaro a fermarsi. Il ginocchio fa male, lui accusa il colpo, ma continua. Rientra dopo l’intervallo e resta al suo posto. La gara rimane inchiodata sullo 0-0 fino all’88’. Poi arriva un pallone in area e Di Gennaro svetta più in alto di tutti: colpo di testa, palla in rete, equilibrio spezzato. Il Massimino esplode. Nel recupero arriva anche il raddoppio di Caturano per il 2-0 finale. Il Catania sale così a 45 punti e raggiunge il Benevento in testa alla classifica.
Un pomeriggio perfetto. O almeno così sembrava. Pochi giorni più tardi arriva infatti il verdetto degli esami: lesione del legamento crociato anteriore del ginocchio destro e necessità di intervento chirurgico. Di Gennaro aveva continuato a giocare. Aveva disputato tutta la ripresa. E aveva persino segnato il gol che aveva deciso la partita. Con un ginocchio gravemente infortunato. La sua stagione finisce lì. Quella del Catania continua, ma qualcosa progressivamente cambia. Il contraccolpo non è immediato: arrivano le vittorie contro Monopoli e Cosenza e per qualche settimana la squadra riesce ancora a mantenere la rotta. Sul lungo periodo, però, i rossazzurri perdono parte di quella solidità che li aveva accompagnati nella prima metà del campionato. Nelle successive diciassette giornate conquisterà appena 25, punti, incassando quindici reti. Il Benevento prende progressivamente il largo e chiude il campionato a quota 82; il Catania termina secondo con 70 punti. Poi i playoff. Il sogno promozione resiste fino alla semifinale, prima di infrangersi contro l’Ascoli.
Mentre la squadra vedeva sfumare il proprio obiettivo, Di Gennaro affrontava probabilmente la partita più difficile: quella lontano dal campo. Intervento, riabilitazione, lavoro quotidiano. Mesi vissuti a testa bassa, rimboccandosi le maniche e lavorando ogni giorno per recuperare condizione, forza e fiducia. Un’assenza lunga, logorante. Amplificata da un’estate vissuta sul filo del rasoio, tra valutazioni societarie e incertezze che avevano fatto scivolare il suo futuro in bilico. Poi, mentre il nuovo Catania cominciava la stagione mostrando ancora crepe preoccupanti in difesa, la risposta era lì, sotto gli occhi di tutti. Aspettava soltanto il suo momento. A Picerno quel momento è arrivato. Otto mesi dopo, Matteo Di Gennaro ha ripreso in mano le chiavi della difesa, ha rimesso ordine dove troppo spesso aveva regnato il caos e adesso vuole riprendersi definitivamente il centro della difesa rossazzurra.