Longo elogia i giocatori: «Tutti hanno lavorato lontano dalle sconfitte»
«Ora dobbiamo faticare per eliminare le lacune. L'uscita di Pagliai? Speriamo che l'infortunio non sia grave»
di Federico Lo Giudice
Catania. ‘A nottata non è proprio passata, altroché. É evidente, però, che i cammelli hanno deciso di cominciare a bere alla fonte di mister Longo. Dopo quattro sconfitte consecutive, tra campionato e coppe, ieri sera si attendeva una risposta concreta e di carattere da parte dei rossazzurri. Una reazione che è arrivata e nel modo più convincente possibile. Quattro gol, nessuno subito, una prestazione finalmente autoritaria e, soprattutto, i primi tre punti della stagione.
Il 4-0 rifilato al Cosenza rappresenta molto più di una semplice vittoria: è la serata nella quale la squadra di Emilio Longo ha cominciato a dimostrare di star trovando quella continuità di gioco, quella compattezza e quella concretezza che erano mancate nelle prime uscite. Attenzione, l’avversario non era dei più ostici da affrontare e con molte più problematiche da risolvere rispetto agli etnei, ma spesso nel calcio si sbaglia proprio contro quegli avversari che sulla carta, e non solo, appaiono più deboli. «La differenza, ha detto Longo nel post partita, è stata nella fase di non possesso. Quando recuperavano palla eravamo un squadra più diretta. Ma quando avevamo palla non abbiamo cambiato niente, se non mettendo un vertice alto al posto del vertice basso a centrocampo».
È proprio qui, secondo l'allenatore rossazzurro, che va cercata una delle chiavi del successo. Il Catania ha concesso meno campo al Cosenza, ha difeso più vicino alla propria porta e, una volta riconquistato il pallone, ha cercato immediatamente la verticalizzazione. Un atteggiamento diverso rispetto alle precedenti uscite, capace di dare maggiore compattezza alla squadra e di trasformare con più efficacia i recuperi in occasioni offensive. La strada resta quella tracciata, con la consapevolezza che alcuni accorgimenti possono aiutare a valorizzare meglio le caratteristiche dei giocatori e, soprattutto, a trovare un maggiore equilibrio tra le due fasi.
Ed è proprio il concetto di identità a tornare centrale nelle parole di Longo. Perché la vera soddisfazione del tecnico non sembra essere tanto il poker rifilato al Cosenza, quanto il modo in cui la squadra ha affrontato la settimana che ha preceduto la partita. «Cosa mi ha soddisfatto maggiormente di questa partita? Che la squadra tutta la settimana è stata lontana dalle sconfitte. Ha lavorato come le altre settimane provando a fare le cose nostre. La squadra si è isolata dalle sconfitte. Sapevo che si doveva vincere. Ma la vera vittoria è stata avere una squadra identitaria. È stato testimoniato il lavoro fatto in settimana. C’è ancora tanto da fare: bisogna staccarsi dal risultato. Ora, la cosa più improntate è partire già da domani (oggi, ndr) per migliorare le cose che contro il Cosenza non hanno funzionato. Il risultato fa sembrare tutto bello o tutto brutto a secondo di come finisce la partita». Un Longo che al termine della conferenza ha voluto fare delle precisazioni e un plauso a due suoi giocatori. «Il paragone con la scorsa stagione è stucchevole. Russo? Può crescere ancora di più. È un attaccante moderno e ha dimostrato oggi tutte le sue qualità. Quaini ha uno spirito pazzesco e una cattiveria agonistica fortissima. Rappresenta come tutti possiamo dare di più. Gioca da difensore, da mezzala sempre con la stessa cattiveria. Ha fatto le due fasi in modo eccezionale. Lunetta è stato incisivo. La nostra è una crescita. Condizioni Pagliai? Attendiamo conferme. Speriamo nulla di grave perché sarebbe una perdita importante».
Soddisfatto e sorridente anche sul debuttante Roberto Insigne. «Ci tenevo a segnare davanti questo stadio. Il gol insieme a mio fratello Lorenzo Insigne? È la prima persona che ho chiamato dopo il fischio finale. Ho trovato il suo messaggio sul telefono. Il gruppo ha tanta qualità. Favoriti per il campionato? Dobbiamo restare con i piedi per terra e continuare a lavorare in questo modo. Sulla trattativa? Ho aspettato fino alla fine perché se dovevo scendere di categoria era solo per venire al Catania».
(Pubblicato su La Sicilia l'8 settembre 2026)