Longo respira, il Catania pure. Ma serve un'altra marcia
di Giorgio Cantone
Il Catania aveva bisogno di vincere. Prima ancora di giocare bene, prima ancora di convincere. A Picerno servivano tre punti per allentare la pressione su Longo e rimettere ordine dopo giorni complicati. Sono arrivati con un 2-4 che restituisce fiducia, ma lascia anche una domanda: perché questo Catania non riesce ancora a mantenere lo stesso livello per novanta minuti?
Per un’ora la risposta è stata quasi perfetta. Squadra viva, aggressiva, concreta. Un Catania capace di attaccare gli spazi e, soprattutto, colpire. Tre gol in quattro minuti raccontano una squadra finalmente cattiva sotto porta. Ed è forse questa la notizia migliore della serata.
Poi c’è Di Gennaro. Il suo ritorno, favorito anche dall’infortunio di Torrasi e dal conseguente avanzamento di Quaini a centrocampo, ha restituito sicurezza alla difesa. Con lui il reparto sembra avere riferimenti più chiari. Non sarà il difensore ideale per l’idea di calcio di Longo, ma in una fase difensiva spesso disordinata la sua presenza si è rivelata fondamentale.
La partita cambia proprio dopo la sua uscita. Al 60’ entra Allegretto e il Catania comincia lentamente a perdere certezze. Non è solo una questione di uomini, ma la differenza si vede: si allungano le distanze, cala l’attenzione e il Picerno prende campo. Due gol che trasformano un finale da gestire in venti minuti inutilmente complicati.
Ed è questo il limite da cancellare. Una squadra con ambizioni importanti non può permettersi pause così lunghe, né smettere di giocare quando pensa di aver già vinto. La continuità in campionato passa prima di tutto dalla capacità di essere continui dentro la stessa partita.
Adesso arriva il Barletta, avversario tutt’altro che comodo. Ma arriva soprattutto un’altra occasione, trovare quella seconda vittoria consecutiva che ancora manca.
Picerno ha ridato ossigeno a Longo e fiducia alla squadra. Per trasformare una vittoria pesante in una vera ripartenza, però, serve ancora un passo in avanti. Serve quella continuità di cui ha parlato lo stesso tecnico. E serve per novanta minuti.