Coda, Massimo rendimento
Il bomber campano sta trascinando il Catania
di Redazione
“Massimo deve fare quello che sta facendo: deve fare gol, lo abbiamo preso per questo.”
Sono le parole di mister Longo dopo Catania-Giugliano, e i numeri gli danno ragione: quattro gol nelle ultime cinque partite per il numero 9 rossazzurro. Un feeling con la rete ritrovato, o forse mai davvero perso. Ma per capire questa storia bisogna fare un passo indietro.
È il 24 agosto quando il Catania ufficializza l’arrivo di Massimo Coda. Per la Serie C è un colpo da categoria superiore, che accende subito l’entusiasmo della piazza. E non potrebbe essere altrimenti. Coda è il miglior marcatore nella storia della Serie B, con 144 gol in regular season (149 contando i playoff). Ha vinto due volte di fila la classifica cannonieri con il Lecce. Ha conquistato la Serie A con Benevento e Genoa. È un centravanti che si è costruito da solo: dalla Cavese a Bellinzona, in Svizzera, a sedici anni, passando per la Slovenia, dove con il Gorica ha segnato 18 gol e vinto una coppa nazionale.
Per lui il Catania è anche un ritorno: rimette piede in Serie C dopo quattordici anni, l’ultima volta era stato con il San Marino. Appena atterrato in città, la promessa: “Questa è la piazza giusta, ho voglia ancora di sentire il fuoco dentro.” Non tutti però ci credono. C’è chi, a quasi 38 anni, lo considera ormai a fine corsa.
L’avvio, va detto, è in salita. Le condizioni fisiche non sono ottimali e davanti a lui c’è un Flavio Russo in formissima.
Poi Russo si fa male, e Coda si fa trovare pronto. A Caserta il suo ingresso, insieme a quello di Insigne, cambia l’inerzia della partita, e il Catania trova la rete dei tre punti. La vera svolta però arriva contro il Crotone. In una gara delicatissima Coda entra all’intervallo, mette in campo tutta la sua qualità e trascina la squadra. Allo scadere si procura il rigore e lo trasforma lui stesso.
Da lì non si è più fermato. Nella partita successiva torna a segnare su azione contro il Team Altamura. Domenica, contro il Giugliano, arriva la consacrazione con una doppietta e un assist.
Il fuoco, evidentemente, è ancora acceso.