Dalla terra battuta all'alta quota: l'Audace Cerignola si specchia in Catalano
di Giovanni Greco
ll feeling con il professionismo, ritrovato nel 2022 dopo un'attesa lunga 85 anni, continua ad alimentare l'entusiasmo dell’Audace Cerignola. Oramai presenza fissa ai playoff, la squadra pugliese viaggia anche quest'anno nelle zone nobili della classifica, sesta a quota 17 punti. A spingere gli ofantini è soprattutto un "Monterisi" diventato fortino inespugnabile: tra le mura amiche, infatti, l’ultima sconfitta risale a dicembre 2025 (Benevento, 0-4), e in questo avvio di stagione la difesa ha subito una sola rete in cinque gare. Un rendimento blindato da Viola, rimasto inviolato per 388 minuti consecutivi, precisamente dal gol incassato il 22 agosto contro il Cosenza, e culminato con il rigore parato a Meola nell'ultimo successo casalingo contro il Savoia.
In panchina quest’anno si è seduto un volto nuovo, ma non per i tifosi più anziani, che in Raimondo Catalano hanno rivisto la stessa espressione di Biagio, padre di Raimondo e allenatore dell’Audace nella stagione 1971-72, oltre che storica bandiera del Bari da calciatore. Reduce dalla promozione conquistata in C l'anno scorso con il Savoia, il tecnico sta affrontando la sua prima esperienza tra i professionisti con un impatto immediato, come se questa categoria fosse tutto ciò che aspettava da anni, portando quel timbro combattivo e camaleontico tipico di chi ha sudato ogni pomeriggio sui campi di terra battuta. Il calcio è un’abitudine anche per il fratello maggiore Pasquale, che dopo la Fidelis Andria è diventato il viceallenatore della nazionale ucraina a maggio 2026.
La rosa a sua disposizione è un ventaglio tattico, capace di giocare sia a tre che a quattro in difesa, con esterni versatili per il centrocampo e l’attacco. Tra questi spicca Gaetano Vitale, uomo tuttofare della squadra, un jolly partorito dal calcio moderno e pronto a ricoprire moltissimi ruoli nel 3-4-2-1 di Catalano: la seconda punta, mezz’ala e l’esterno di centrocampo. Da laterale a tutta fascia arriva a crossare con il piede preferito, il destro, garantendo corsa ed inserimenti senza palla.
Nel ruolo di sottopunta sono diversi i giocatori a disposizione di Catalano, su tutti spicca Ludovico D’Orazio, numero 10 funambolo cresciuto nelle giovanili della Roma ormai da anni nel circuito della Serie C, affiancato da un Mario Perlingeri che si è messo in mostra nel mese di settembre con 3 gol e 1 assist in 20 giorni. Proprio l'attaccante classe 2005 in prestito dal Benevento è stato tra i grandi assenti per infortunio nel KO per 2-0 a Monopoli, insieme a Martinelli, Gasbarro, Romano, Silvestro, Meli, Vinciguerra e Cilenti: un'emergenza totale per il tecnico in vista del match contro il Catania, ma la parola d’ordine resta prudenza e non forzare il recupero, anche perché le individualità sono soltanto una tessera del mosaico: 12 giocatori sono andati in gol su 18 reti complessive, simbolo di un sistema saldo nei suoi principi nella quale i giocatori si allineano.
Per la squadra di Catalano, ospitare i rossazzurri e far valere il fattore campo in una sfida di questo calibro servirebbe a consolidare le certezze fin qui acquisite e continuare la serie positiva, dimostrando come la continuità gestionale e la solidità d'organizzazione possano competere ai massimi livelli del campionato.